Uno spazio di ascolto, scambio e riflessione condivisa su come il teatro possa rispondere alle sfide
della contemporaneità attraverso la pratica artistica e la connessione umana.
È l’obiettivo delle Giornate di Dialogo internazionale che dal 25 al 27 marzo prossimi si terranno
in Lussemburgo, promosse e organizzate dall’International Theatre Institute (ITI), in collaborazione
con Bühnendeeg (Giornate delle arti performative), cui parteciperà tra gli altri, e in dialogo con il
Segretariato ITI, Lemi Ponifasio (https://www.iti-worldwide.org/es/lemi_ponifasio.html),
ambasciatore mondiale dell’ITI.
Chiamando a raccolta professionisti del teatro internazionali e territoriali, rappresentanti dei Centri
Nazionali ITI e del suo Consiglio esecutivo, componenti della Theater Federation lussemburghese e
partner culturali, l’appuntamento vuole dare vita a uno spazio di ascolto, scambio e riflessione
condivisa su come il teatro possa rispondere alle sfide della contemporaneità attraverso la pratica
artistica e la connessione umana.
Prendendo le mosse dal Messaggio che quest’anno vede come autore Willem Dafoe, obiettivo
dell’appuntamento è sottolineare il valore della Giornata Mondiale del Teatro come momento vivo
e collettivo, radicato nell’esperienza artistica e nella presenza condivisa piuttosto che celebrazione
puramente simbolica, riaffermando il valore del teatro come atto di presenza, incontro dal vivo che
riunisce artisti e pubblico in un tempo e uno spazio condivisi dove l’esperienza collettiva diventa il
fondamento del dialogo, della comprensione e dell’immaginazione.
L’obiettivo è creare uno spazio di dialogo tra le comunità teatrali internazionali e locali;
incoraggiare una riflessione collettiva e critica sulle responsabilità artistiche, etiche e sociali del
teatro nel contesto odierno oltre l'intrattenimento, la routine istituzionale o lo spettacolo; ribadire il
ruolo del teatro come spazio di relazione umana e riflessione pubblica.
Quattro i macro temi che orienteranno la discussione nelle tre giornate: come può il teatro
mantenere la propria integrità artistica di fronte alle pressioni economiche, politiche e sociali; quali
responsabilità hanno gli artisti e le istituzioni culturali nel contesto odierno; come può il teatro
preservare e rinnovare l’esperienza della presenza dal vivo in una cultura sempre più influenzata
dagli schermi e dalla mediazione digitale; come può il teatro continuare a essere uno spazio
dedicato al pensiero critico e alla riflessione condivisa piuttosto che al mero consumo. Ovvero: in
che modo il teatro ci aiuta a percepire e immaginare futuri possibili; quali forme artistiche, metodi
di lavoro o atteggiamenti consentono al teatro di rimanere orientato al futuro; come la presenza
condivisa influenza la nostra capacità di immaginare collettivamente; come l’immaginazione può
diventare un atto di responsabilità piuttosto che una forma di fuga.
Strutturate in forma di conferenza aperta al pubblico, pensate per arricchire e stimolare la riflessione
collettiva attraverso prospettive artistiche e confronto condiviso, le tre giornate saranno
caratterizzate dalla presenza di rappresentanti dei Centri nazionali ITI e del Consiglio Esecutivo
dell'ITI, componenti della rete mondiale ITI, rappresentanti del teatro lussemburghese, istituzioni
culturali e partner.
Allo stesso tempo, sottolineano i promotori, l'evento punta a rafforzare i legami tra l’International
Theatre Institute, la comunità teatrale lussemburghese e i partner internazionali, favorendo la
collaborazione e lo scambio continui.
“Il focus della discussione è la responsabilità del teatro in quanto atto pubblico e artistico che si
confronta con la memoria, affronta il presente e apre uno spazio per immaginare futuri possibili.
Teatro come forza attiva di percezione, interrogazione e riflessione condivisa”, sottolineano i
promotori. E ancora: “La discussione si concentrerà sulla capacità del teatro di immaginare futuri
possibili, sulla necessità per il teatro di rimanere uno spazio di libertà, di rischio e di
sperimentazione, dove l’immaginazione nasce dall’esperienza condivisa e dalla presenza collettiva:
l’immaginazione non è una fuga, ma un modo per rispondere alla realtà e dare forma a nuove
possibilità”.
E proprio nel corso del panel “Seeing Forward – Il teatro e il coraggio di immaginare” è previsto il
contributo di Fabio Tolledi, presidente del Centro italiano ITI, dal titolo: “Teatro: dare voce
all’invisibile – smascherare la menzogna” sul potere trasformativo del teatro di sfidare la
disumanizzazione della guerra, promuovendo l’empatia e il dialogo. Una riflessione che mette in
luce il ruolo unico del teatro nel rivelare l’umanità dell’altro, promuovendo la pace attraverso il
riconoscimento culturale e la comprensione reciproca.
