“Una Accademia in senso rinascimentale. Un luogo dove gli artisti si incontrano dando vita a percorsi su temi nuovi e con metodi differenti dai curricula istituzionali. Dove la crescita e la cura sono al centro di ogni progetto: crescita che oggi non può che avvenire attraverso la multidisciplinarietà dal cinema al teatro, alla danza, alla musica. Come per gli innesti in botanica la maestria di differenti maestri prende il seme di un’arte innestandolo in un’altra per creare una nuova forma di vita artistica. Una nuova piattaforma multidisciplinare internazionale per il cinema, le arti performative, le installazioni, conferenze e performance artistiche”.
Così Alessio Nardin, regista e pedagogo di fama internazionale, racconta la sua “trans-utopia”, il progetto e il percorso del Centro sperimentale di cinema e arti performative “Accademia Eleonora Duse” (https://www.accademiaduse.it), nuovo socio del Centro Italiano ITI_Unesco.
Vincitore di un avviso pubblico del Comune di Asolo per la realizzazione di un progetto di Alta Formazione e produzione con sede nel Teatro Duse, il progetto di Alessio Nardin punta ad inverare, anche in Italia, un’esperienza e una pratica maturata nel corso di numerose esperienze internazionali: “la relazione tra maestro e allievo nel passaggio orizzontale di un sapere e di una consapevolezza che non può che avvenire in modo diretto (da persona a persona) e attraverso l’esempio”.
“Le mie esperienze artistiche di regista e di pedagogo in istituzioni di diversi paesi del mondo (teatri, festival e accademie nazionali) e in diverse culture, attraverso differenti arti, “racconta Nardin, “mi hanno insegnato che il ruolo della pedagogia, in un processo creativo, è la strada di scoperta e incontro da parte dell’artista con l’azione e con sé stesso. Essenziale e indispensabile. Non dobbiamo in partenza sapere tutto dell’autore o del tema, non dobbiamo capirli e men che meno spiegarli a noi stessi e poi al pubblico: l’azione “autentica” non ci sarebbe, ci sarebbe solo la “mimesi”. Nella mia esperienza la pedagogia non è “formazione scolastica” ma fondamenta del processo creativo dell’artista: è l’arena in cui attori, registi, performer, drammaturghi, sceneggiatori si incontrano e si disvelano attraverso i principi basici dell’azione. Questa pedagogia poi si metamorfizza naturalmente (come la crisalide e la farfalla) nell’opera finale (spettacolo, performance, cortometraggio). È un lavoro che richiede maestria: cioè un passaggio da persona a persona, da maestro ad allievo, non per imparare a “stare” ma ad “essere” in scena”.
La direzione è chiara, esemplificata dalla presenza in questi anni, tra gli altri, di Rafael Spregelburd, Cesar Brie, Roberta Carreri, Mario Biagini, Ermanno Cavazzoni, Anatolij Vasil’ev, Jaroslaw Fret, Pier Lorenzo Pisano: fare del Teatro Duse un luogo vivo, approdo per artisti e pubblico, restituire alla pedagogia un ruolo determinante “nella costruzione dell’anima di un Teatro e di un Centro Multidisciplinare Sperimentale delle Arti, del tessuto urbano che lo circonda e del suo territorio”.
“Per me”, dice Alessio Nardin, “è un piacere e un onore diventare membri dell’ITI. Spero che le mie esperienze internazionali possano trovare punti di incontro con le preziose esperienze dei diversi membri per dare vita a progettualità condivise che mettano al centro e sopra ogni cosa le affinità artistiche e l’azione scenica che, quando c’è, trascende sempre la natura umana e per questo è in qualche modo miracolosa”.

