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ITI Italia Newsletter n.1 27 marzo Giornata Mondiale del Teatro: il valore profondo di una data
Nel maggio del 1992, dopo la morte di 22 persone uccise in fila per il pane in via Ferhadija a Sarajevo, Vedran Smailović, primo violoncellista dell’Orchestra Filarmonica della città, scende con il suo violoncello in strada tra macerie, colpi di mortaio, cecchini appostati sui cornicioni delle case. In mezzo ad una guerra che nel cuore dell’Europa aveva frantumato solidarietà e coesistenze suonò per 22 giorni, così si racconta, l’Adagio di Albinoni, sfidando la guerra, come ogni sera facevano quei teatri e quelle librerie che restando aperti sceglievano di celebrare la vita e dire no all’invenzione del nemico e alla guerra. (mai dimenticare che a Sarajevo, simbolo per lunghissimo tempo di coesistenza religiosa e cultura con la presenza a poca distanza una dall’altra di moschee, chiese cristiane, sinagoghe, “cittadina di tram sferraglianti, pasticcerie, cigni che solcano laghetti nei parchi, moschee di epoca ottomana e cattedrali greco-ortodosse”, comunità di religioni e culture diverse hanno vissuto insieme per lunghissimo tempo: “una città dove fino a quel momento nessuno aveva mai badato alle differenze”). È accaduto di nuovo a Haret Hreik, quartiere alla periferia di Beirut tra i più colpiti in questi giorni che definire drammatici è sminuirne la portata. Seduto tra i palazzi crollati e la polvere, il 17 marzo all’alba, il musicista libanese Mahdi Sahili ha scelto di sedersi sulle macerie in via Luce e suonare due brani di Antonin Dvorak e Aram Khatchatourian: la voce del violoncello e intorno la devastazione. Così le agenzie di stampa hanno potuto ricordare il musicista palestinese Aeham Ahmad che a Damasco, “quando nel 2011 scoppiò la guerra in Siria e il campo di Yarmouk, bombardato continuamente, perse nel giro di un triennio quasi il 90% della sua popolazione, decise di portare in strada il suo pianoforte e suonarlo in mezzo alle macerie” (https://www.rivistailmulino.it/a/aeham-ahmad-il-pianista-di-yarmouk). Fino a che nel 2015 l’Isis diede fuoco al pianoforte in quel campo dove, racconta Ahmad, “vivevano insieme palestinesi rifugiati, iracheni, cristiani, alauiti, drusi”. Questo sono il teatro, la musica, la danza, la poesia: dove la vita vive resistono, non arretrano, non smettono di ricominciare. È il senso profondo che con il suo Messaggio per la Giornata Mondiale del Teatro - istituita dall’International Theatre Institute Unesco nel 1962, che si celebra il 27 marzo di ogni anno e nel nostro paese è promossa dal Centro Italiano ITI - ci consegna Willem Dafoe, confermando il valore e il significato, umanissimi, di questa data e, insieme, il senso del lavoro costante e quotidiano della Rete teatrale ITI Unesco e dei 162 Centri nazionali convinti della forza e del ruolo ineludibile del teatro, della danza, delle arti performative come messaggeri di pace e coesione mondiale, artefici sapienti di diplomazia dal basso e di relazione e conoscenza tra lingue, culture, modi di stare al mondo, popoli. Un impegno e una responsabilità per riaffermare l’importanza della cultura e del teatro come antidoto alla violenza e ai conflitti, insopprimibile pratica di resistenza. Per questo vi chiediamo di unirvi a noi, di sostenerci e aiutarci nella diffusione del Messaggio, di leggerlo ad alta voce in ogni luogo dove ritrovarsi ed essere e pensare insieme nutre le relazioni, di condividere e segnalarci gli appuntamenti dedicati alla Giornata Mondiale del Teatro. In questa newsletter ampio spazio alla Giornata Mondiale del Teatro, una riflessione sul senso profondo e vitale del “teatro in carcere”, il profilo di Accademia Eleonora Duse, nuovo socio di ITI Italia. Buona lettura!
Carla Petrachi Coordinamento editoriale Newsetter ITI Italia |
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Giornata Mondiale del Teatro 2026: il Messaggio di Willem Dafoe |
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"Sono un attore, conosciuto soprattutto come attore cinematografico. Ma le mie radici sono profondamente legate al teatro..." |
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Lo spazio del teatro, la parola e il legame |
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Autore in questo 2026 del Messaggio della Giornata Mondiale del teatro, che si celebra il 27 marzo, Willem Dafoe scrive, ancora una volta di nuovo, in tempi bui, in una fase che sembra essersi dilatata ancora di più rispetto agli anni scorsi... |
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Le risposte del teatro alle sfide della contemporaneità. Dal 25 al 27 marzo la rete mondiale ITI si incontra in Lussemburgo. |
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Uno spazio di ascolto, scambio e riflessione condivisa su come il teatro possa rispondere alle sfide
della contemporaneità attraverso la pratica artistica e la connessione umana. |
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Il teatro in carcere, motore del cambiamento |
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"Quando nel 1996 ho fondato con Emilio Pozzi all’Università di Urbino la Rivista Europea Catarsi, teatri delle diversità, il nostro scopo era farci eco di un lavoro scientifico allora disperso..." Inizia così il racconto di Vito Minoia, Direttore artistico del Teatro Universitario Aenigma. |
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Accademia Eleonora Duse: nuovo socio del Centro Italiano ITI |
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“Una Accademia in senso rinascimentale. Un luogo dove gli artisti si incontrano dando vita a percorsi su temi nuovi e con metodi differenti dai curricula istituzionali..." |
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Nel prossimo numero:
→ Gli appuntamenti della Giornata Mondiale del Teatro → Nature Arts Technologies: pratiche teatrali e realtà estesa |
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Il Centro Italiano dell’International Theatre Institute ha sede a Lecce. Ne fanno parte: Accademia Amiata Mutamenti (Grosseto), Astràgali Teatro (Lecce), La MaMa Umbria International (Spoleto), L’Arsenale Teatro (Milano), Mana Chuma Teatro (Reggio Calabria), Scuola Sperimentale dell’Attore (Pordenone), Teatro Universitario Aenigma (Urbino), Teatro Vascello (Roma), Accademia Eleonora Duse (Asolo), insieme a sociologi, filosofi, esperti in management e comunicazione culturale. Tra le finalità del Centro l’internazionalizzazione della scena, la realizzazione di progetti di ricerca, scambio, coproduzione, con la costituzione di partenariati nazionali ed internazionali. La Newsletter del Centro Italiano ITI è inviata via email.
In redazione: Flavia Antico (redazione testi e traduzioni), Giovanna Ciracì (ufficio stampa, redazione testi), Marina Colucci (impaginazione, scelta immagini, cura grafica), Carla Petrachi (coordinamento editoriale, redazione testi), Roberta Quarta (coordinamento, relazione con ITI worldwide). https://www.iti-italy.it/ |
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